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editoriale

Abecedario di Andrea Camilleri

di redazione DeriveApprodi

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Dal 9 giugno in libreria: Abecedario di Andrea Camilleri, a cura di Valentina Alferj e per la regia di Eugenio Cappuccio (316 minuti in 2 DVD + libro a 26,00 euro)

Un abecedario di parole chiave attraverso le quali un grande autore sceglie un proprio lessico, per parlare di... (continua...)

03/11/2009
articolo

Miccia corta – Prefazione alla nuova edizione

di Sergio Segio

Uno stralcio della Prefazione alla nuova edizione di Miccia corta

Oltre quattro anni fa, licenziando questo libro, ho provato una sensazione liberatoria: quella... (continua...)

21/12/2009
dossier

Dinamo n.1

di

Esce il nuovo numero di Dinamo, la free press metropolitana dedicata a Roma e alle sue trasformazioni. Il dossier di questo numero si concentra sulle politiche culturali che hanno... (continua...)

le novità editoriali di DeriveApprodi

 

Abecedario di Andrea Camilleri
Andrea Camilleri
Lasciare che un grande autore scelga un proprio lessico: un abecedario di parole chiave attraverso le quali parlare di letteratura, politica, teatro, regia, autori, opere, personaggi, incontri… Il tutto nella forma di un’intervista video della durata di oltre 5 ore circa. Questo è l’Abecedario di Andrea Camilleri, affidato alla cura di Valentina Alferj e alla regia di Eugenio Cappuccio.
È l’incontro con uno dei protagonisti indiscussi della letteratura contemporanea italiana e non solo, con la sua biografia, con la sua vita precedente e successiva al successo editoriale. È l’incontro con la sua lingua letteraria e parlata, con la tonalità della sua voce, con il suo accento e il suo siculo idioma. Con l’immancabile fumo delle sue sigarette. È l’incontro con il suo pensiero tutto, non solo quello che prende forma nei romanzi e nella parola scritta, ma anche quello che vortica nella mente di quest’uomo instancabile.

Elogio delle vagabonde
Gilles Clément
Panace di Mantegazzi, porracchia sudamericana, fico d’India, papavero sonnifero, poligono del Giappone, erba della Pampa… trasportate dal vento, dagli animali o dalle suole delle scarpe, anche nelle nostre contrade le erbe vagabonde hanno conquistato, con coraggio e vitalità, giardini, scarpate e terreni incolti. Eppure, le erbe vagabonde non hanno buona nomea: le si chiama anche erbacce, piante selvatiche, piante infestanti e spesso si vieta loro un diritto all’esistenza. Piante nemiche, ma davvero così pericolose?

Impìccati!
Luca Cardinalini
«La pena carceraria non deve consistere in trattamenti contrari al senso di umanità», lo dice la Costituzione. Ma chi conosce la realtà del carcere non si chiede perché ogni anno un centinaio di detenuti muore, ma piuttosto perché altre migliaia decidono di resistere. Nonostante tutto.
Anche i media sembrano essersene accorti: in carcere si muore sempre più spesso. Per suicidio, per malori o «per cause da accertare», un modo elegante per non dire che si viene ammazzati.
Questo libro racconta una serie di storie di detenuti che non ce l’hanno fatta a uscire vivi di galera. Storie diverse per vita, cultura, convinzioni politiche. Storie che continuano a sbiadire in desolate udienze di solitari tribunali, dove sfilano testimoni, agenti, direttori, educatori, parenti, alla ricerca di uno scampolo di verità e di giustizia.

L'Iran e la bomba
Giorgio S. Frankel
Da circa vent’anni gli Stati Uniti e parte delle potenze occidentali affermano che «l’Iran è prossimo ad avere armi atomiche e che è ormai solo una questione di pochi anni». Questi «pochi anni» sono generalmente cinque, ma i tempi previsti variano a seconda delle circostanze, mentre la data fatidica dell'ingresso dell’Iran nel club delle potenze nucleari viene via via spostata in avanti. A cosa risponde questa retorica a fronte della centralità della questione iraniana nello scacchiere politico mediorientale? Qual è il ruolo giocato dall’altra potenza atomica regionale, ovvero Israele?

La rivista Primo maggio
Cesare Bermani (a cura di)
Negli anni Settanta e Ottanta «Primo Maggio» è stata una rivista importante per tante persone impegnate nelle lotte sociali e civili.
E' stata una scuola di formazione, una sede di dibattito e riflessione in un periodo storico convulso, ma pieno di passioni e di generosità. E' stata una fabbrica di prototipi mentali. Ideata da Sergio Bologna, storico del movimento operaio ed esponente dell’«operaismo italiano», ha vissuto i primi anni sotto la sua direzione per poi passare, dal 1981 al 1989, a Cesare Bermani, affiancato da Bruno Cartosio. Il suo editore fu Primo Moroni, libraio della Calusca di Milano che ha inventato un modo nuovo di fare cultura. La sua grafica, originale e rigorosa, fu opera di Giancarlo Buonfino.

Laissez-faire e comunismo
John Maynard Keynes
La prima traduzione in italiano di un breve ma decisivo classico dell’economista J. M. Keynes, curata da Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro, che introducono il testo.
Pubblicato per la prima volta nel 1926, nelle intenzioni del suo autore questo testo era rivolto al pubblico progressista americano, allora sensibile alle suggestioni del «collettivismo democratico» e convinto che la teoria del laissez-faire al mercato dovesse ritenersi defunta.

Le furiose
Serge Quadruppani
Perché Jeanne Lhomond si è data alla latitanza subito dopo aver attirato l’attenzione della poliziotta Dipietri parlando in italiano davanti al corpo di un’asiatica defenestrata da un commissariato di Belleville? Chi è Mister Ho e in cosa consiste un «malore attivo»? Cosa c’entra una vecchia storia del 1969 che vede un anarchico precipitare dalla finestra di una prefettura italiana? Perché il misterioso Mister Ho vuole fare secca la commissaria Dipietri? Cosa cerca Jeanne Lhomond nel Périgord? Riuscirà a vendicare la morte di Giuseppe Pinelli?

Mimmo Rotella: Reportages
Raffaella Perna
Libro a colori italiano/inglese
A dieci anni dall’invenzione del décollage, Mimmo Rotella intraprende una nuova sperimentazione basata sulla riproduzione fotomeccanica delle immagini, dando avvio nel 1963 alla serie dei reportages. Decisivi nell’ambito del percorso dell’artista, questi riporti su tela emulsionata si configurano come evoluzione strettamente connessa e concettualmente affine al décollage.

Quel che il futuro dirà di noi
Paolo Ferrero
Seconda edizione riveduta e ampliata
Con prefazione di Oskar Lafontaine e postfazione di Giorgio Galli


La sinistra comunista ha ancora qualcosa da dire? Decisamente sì, risponde Paolo Ferrero. Perché il neoliberismo che sembrava trionfante è precipitato nella più grave crisi della storia, e nessuno – ai piani alti – sa come uscirne. Alla crisi economica, infatti, se ne sommano altre: climatica, ambientale, energetica, dei rapporti sociali. E l’umanità si trova di nuovo davanti al bivio tra socialismo o barbarie. Ma l’orizzonte della scarsità delle risorse pone il problema in modo diverso, più drastico. Richiede un di più di scienza e coscienza, di giustizia ed eguaglianza. Il socialismo torna quindi con prepotenza l’unica alternativa teorica possibile.
Ma proprio gli eredi di questa tradizione – in Italia più che in altri paesi – escono da una sconfitta senza precedenti, che li ha fatti quasi scomparire dalla scena politica.

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