pagg. 160
€ 14
la rivista
Il secondo episodio del Settemestrale di letteratura comparata al nulla. La rivista che «Il Corriere della Sera» ha definito «stimolante, originale… che fa quasi tirare un sospiro di sollievo».
interventi di
l'indice
Inizi di qualcosa 16
Dette norme (1953)
Valeria
Dette norme 2 (1953)
Memorie di una comparsa
Dette norme 3 (1953)
Lezione d’invidia
Dette norme 4 (1953)
Angiolino
11 dicembre 1944<
solubilare
Ero Platanìa
Angiolino 3
derelismo
Angiolino 4
Lettera a un quotidiano
Per esempio poi dopo
Ignaz Philipp Semmelweis il medico
poesia sette (ma in realtĂ nessuno)
Una poesia per Pavlìnka KalivodovĂ
Ai semafori rossi
Angiolino 6 e 8
Tentativo di poesia
Angiolino 9
Ventitré
Angiolino 11
Dettagli
Chiodo scaccia chiodo, e quattro chiodi formano una croce
Modi di sopravvivenza
genuchattare
Inizi di qualcosa 22
La lingua le case
Domenica mattina
Manifesto del Partito del Progresso moderato nei limiti della legge
L’amaca una tragedia della solitudine
Aldo
riabbreviazione
Una volta i consessi umani
Quali sono le cinque parole dialettali che preferisce, e perché?
Ricordi
Le ultime gioie di mio trisnonno
Guida alla scrittura (2006)
Il diabete dello zio Santo
Aristide Benasi
Un tale Pippenstock
Guida alla scrittura (2006) 2
Il piĂą grande scrittore ceco, Jaroslav Hasek
tinovimo
Avevo la maglia da corsa
Inizi di qualcosa 15
Guida alla scrittura (2006) 3
Rischiaramenti praghesi sulla deambulazione dei notturni
Una pagina di Diario
Articolo 6, Opere incompiute e aggiornamenti
Modest Musorgskij (nella cunetta)
Guida alla scrittura (2006) 4
Chiamiamo le cose con il loro nome
totocolite
Un’altra pagina di Diario
Praticamente evidente
transvertebrato
Ancora un’altra pagina (di Diario)
Guida alla scrittura (2006) 5
Ultima pagina di Diario
Due monache nude
Helsinki
Baracca e Burattini
Helsinki (2)
Contrappunto
Helsinki (3)
Il capo della sussistenza
Helsinki (4)
un assaggio...
Angiolino 4
Noi il lunedì, una volta al mese, facevamo la riunione dei barbieri. I falegnami se la facevano alla domenica, gli altri se la facevano al sabato. Ogni artigiano, ogni gruppo artigiano iscritto all’artigianato, si faceva
le sue riunioni per discutere i problemi del suo lavoro. Adesso non ci guardiamo neanche più in faccia. Adesso c’è tutta la gente che parla per soldi, parla per le leggi, parla per quelle cose lì. Le leggi del buon senso le abbiamo buttate alle ortiche. Buon senso… uno Stato che adesso, col primo dell’anno, non si fi da del mio contante. Non posso pagare le tasse
col contante! Dove che da che mondo è mondo, il contante ha sempre avuto un valore. Allora, adesso con la Finanziaria io devo fare un conto in banca, poi devo pagare con un assegno circolare, devo andare dai banchieri io che li avrei bruciati tutti quando gli facevo la barba! Alle sette del mattino eri qui a fargli la barba perché alle otto e un quarto dovevano essere a lavorare, e non gli andava mai bene niente, oltre che non ti volevan pagare i fi gli di buona donna.
derelismo
Angiolino 4
Io per loro sono un fallito, sia per le imposte dirette che sia per l’artigianato, io sono un fallito. E io non pago più la tessera da artigiano da quando si pagava dieci lire, che ho trovato da dire sull’artigianato
con un ragioniere che ha detto: ah, lei sarà il classico che va a iscriversi in un altro artigianato. Perché da uno, son diventati quattro. Era uno mezzo zoppo, il ragioniere, che stava lì perché l’avevan preso dentro
un po’ per carità . E io gli ho detto: lei è un ragioniere che ragiona malissimo, come tutti i ragionieri. Noi avevamo anche quel detto: il ragioniere che sragiona, perché i ragionieri di allora ti volevano dar da intendere quello che non era, è sempre stato così. E gli ho detto: se io vado a iscrivermi a un altro artigianato è perché non vedrò più uno antipatico come lei, ma però io non sono uno che vado a iscrivermi a un altro artigianato, perché io è qua che ci credo, perché questo l’han fondato i veri socialisti, i veri lavoratori come si deve. Lei è uno che è
piombato qua perché è sciancato. Io la denuncio, fa lui. E denunci pure.
Io son mezzo romagnolo eh. Poi dall’artigianato sono uscito davvero, perché ho detto che ai ragazzi noi le diamo 9.000 lire a settimana, ma i ragazzi noi li stiamo perdendo che vanno a fare i meccanici, i fontanieri e gli elettricisti perché ne prendono 10 o 12. Io farei la proposta di aumentargli lo stipendio. E un datore di lavoro che fa la proposta di aumentar lo stipendio ai dipendenti… Ah, va bene mi han detto, la
proposta la mettiamo all’assemblea, che i voti erano a alzata di mano. Allora il Presidente di categoria Pescerelli annuncia al Presidente di assemblea che l’associato Spoglianti ha una proposta da fare di questo genere. Lui ha interrogato quelli che eran d’attorno all’assemblea e fa: la proposta di Spoglianti non la mettiam neanche ai voti. E ho detto: e io che cosa vengo a fare qui dentro? Me csa veng a fer qua denter? Perché quando mi incavolo io parlo in dialetto. Me csa veng a fer qua denter, la bella statuina? Poi, fuori dall’assemblea! A me non m’ha mai mandato via nessuno, io son venuto via di mio.
