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Luigi Bernardi
Pallottole vaganti
101 omicidi italiani
pagg. 128
€10.5
€88-87423-88-1

 

Il libro
In Italia ci sono 11 milioni di persone che soffrono di disturbi psichici. Di questi, il 30% è certificato come potenziale autore di gesti pericolosi, contro se stesso o contro il prossimo. In altre parole, ci sono oltre tre milioni di pallottole vaganti che possono colpire da un momento all’altro, senza preavviso, fino a uccidere. È una malattia profonda, che nasce da diverse forme di disagio sociale e che non sembra trovare risposte e cure adeguate. In Italia ci sono 11 milioni di persone che soffrono di disturbi psichici. Di questi, il 30% è certificato come potenziale autore di gesti pericolosi, contro se stesso o contro il prossimo. In altre parole, ci sono oltre tre milioni di pallottole vaganti che possono colpire da un momento all’altro, senza preavviso, fino a uccidere. È una malattia profonda, che nasce da diverse forme di disagio sociale e che non sembra trovare risposte e cure adeguate. L’esistenza di questo numero di potenziali assassini spiega perché sia così tanto cambiato l’atlante criminale del nostro paese. Spiega le madri assassine, le ragazze matricide, il dilagare degli omicidi in famiglia e fra i gruppi di amici. Spiega insomma quelli che di solito sono ritenuti «gesti inspiegabili». Luigi Bernardi ha scelto 101 omicidi commessi in Italia nel corso dell’anno 2000. Li ha raccontati con poche frasi ciascuno. Ha dettagliato i gesti, scrutato assassini e vittime. Ne è uscito un ritratto allucinato e allo stesso tempo concreto dell’Italia di oggi, un libro di storie «vere» che sanno diventare altrettante fiabe ammonitrici, un esercizio di stile al servizio della conoscenza di una realtà che pare ogni giorno più sfuggente, impazzita. Completa il volume una significativa radiografia dell’Italia criminale.

Luigi Bernardi
Luigi Bernardi è nato nel 1953, a Ozzano dell’Emilia, vicino a Bologna, città dove attualmente vive. Ha creato alcune case editrici di fumetti e diretto riviste di settore. All’inizio degli anni Novanta, con Granata Press, ha cominciato a occuparsi di narrativa. Il suo lavoro di editor di fumetti e narrativa è riassunto in Granata Press, sulle tracce di una casa editrice, a cura di Lucia Babina (Mobydick, 2000). Recentemente ha pubblicato: A sangue caldo (DeriveApprodi, 2001), Macchie di rosso. Bologna avanti e oltre il delitto Alinovi (Zona, 2002), Vittima facile. Una storia criminale (Zona, 2003), Tutta quell'acqua (Dario Flaccovio, 2004), Rosa piccola. Una storia criminale (Zona, 2004).

un assaggio...
A futura memoria Ivo, 47 anni, è sempre dentro e fuori di galera. Quando non li ha, i problemi se li inventa. Ivo si è ficcato in testa che la sua bella trentottenne l’abbia lasciato per mettersi con un tipaccio della sua stessa risma, Federico, 54 anni, ora agli arresti domiciliari. Se la sua donna è andata a stare con uno ai domiciliari, il posto giusto dove trovarla è a casa dell’uomo, pensa Ivo, cui non difettano i principi elementari della logica. Ci va. Federico lo trova, in effetti sta a letto con una donna, solo che non è la bella trentottenne, è un’altra. Già che è lì, nonostante la comprovata innocenza di Federico, Ivo ne approfitta per aggredirlo. Una bella lezione non guasta mai, chi vuole intendere intenda. Sono calci, pugni, persino una coltellata. Federico non ci sta a prenderle, strappa la lama a Ivo, gliela pianta in pancia, cinque volte, fino a che lo ammazza. (Roma, 17 marzo 2000) Possessione Raffaele ha 42 anni e tira a campare come tassista abusivo. Soffre di crisi depressive, è stato per lungo tempo ricoverato in ospedale. Questa sera si taglia le vene. Appena vede il sangue, ha un’illuminazione. Capisce che Dio non è lui che vuole, Dio vuole la vita di sua madre, Concetta, 58, lei sì posseduta dal demonio. Raffaele si fascia i polsi per frenare l’emorragia, prende un coltello, lungo ma poco affilato, comincia a darglielo addosso. Le fa male, non abbastanza da ucciderla. Sceglie un altro coltello, più tagliente, la finisce con tredici colpi alla gola, al cuore, ai polmoni. Con l’altra mano stringe un crocifisso, così forte che gli si sbiancano le nocche. (Catania, 16 aprile 2000) Fratelli Vent’anni fa, erano entrambi sulla trentina, Felice aveva cercato di ammazzare il fratello Luigi, sparandogli. Non c’era riuscito, aveva dovuto espiare la colpa con lunghe cure psichiatriche. Nonostante il gesto di allora, i due, entrambi appassionati di armi, avevano continuato a vivere insieme. Oggi è Luigi che spara a Felice, ha la mira migliore, lo uccide sul colpo. (Monfalcone, Gorizia, 10 novembre 2000)

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