Editoriale

MaceroNO Campagna #Minimo30

Macero NO Campagna #Minimo30

110 titoli di DeriveApprodi a 2,50 euro (spese di spedizione incluse)

Perché:
Meccanismi commerciali che puntano sempre più alla concentrazione editoriale sui piani produttivi, promozionali e distributivi costringono le realtà indipendenti alla messa al macero della loro produzione per poter sostenere risicate quote di mercato. Ma la messa al macero anche di un solo libro corrisponde a una sconfitta culturale. Per questi motivi DeriveApprodi propone la campagna MaceroNo Minimo30!

Come funziona?
Semplicissimo: basta accedere all’area del sito Minimo30 (promo.deriveapprodi.org), selezionare un numero di libri non inferiore a 30 e dare il via all’ordine. Ogni libro inserito nell’elenco della campagna avrà il valore di 2,50 euro, per questo il costo di un ordine base (cioè con minimo 30 copie) è di 75 euro. Per ogni libro in più (cioè oltre le 30 copie) si pagherà un costo di 2,50 euro a copia. Le spese di spedizione sono a carico della casa editrice.

O scrivere a [email protected]

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Chiara Fazi per DeriveApprodi

Ringraziamo Chiara Fazi per questa splendida illustrazione per DeriveApprodi.
L’opera è insipirata al libro “Sporcare i muri” di Alessandro Dal Lago e Serena Giordano.
Una ragazza cammina sulla città e la colora con due bombolette spray.
Questa immagine sembra riuscire a riassumere molte delle questioni trattate da questo libro:

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Ma noi ne faremo un altro. Più bello!

Apprendiamo con grande dispiacere del grave attentato della scorsa notte ai danni di Magazzino 47, uno spazio culturale di Brescia a noi molto vicino.
Negli anni passati abbiamo organizzato insieme molti eventi, tra i quali un fortunato MaceroNO, oltre a varie presentazioni di libri. Inoltre collaboriamo spesso con Radio Onda D’urto. Sappiamo quindi della fondamentale importanza del lavoro svolto da queste realtà collettive.

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Delicatessen a San Valentino

14 febbraio 2018, San Valentino.
Il 14 febbraio del 1987. A Roma un commando delle Brigate rosse Partito comunista combattente assaltò un furgone portavalori uccidendo due poliziotti. Erano anni in cui c’erano ancora militanti combattenti latitanti e servivano soldi… Ma che c’entra questa storia con me, con Riccardino?
Se hai voglia di continuare a leggere conoscerai una piccola parte di me, che comunque ha segnato non solo me ma un’intera generazione.
Che in quegli anni si vivesse occupando le case è cosa risaputa, e noi in cinque avevamo occupato un casale proprio in mezzo la campagna romana, sulla Cassia bis.
Qualche giorno prima si organizzò una grande festa tra compagni e per far arrivare tutti si fece un bigliettino con la mappa del casale. Il bigliettino girava tra i compagni e in molti vennero a festeggiare quell’occupazione.
Dopo l’azione delle Br Pcc partirono centinaia di perquisizioni in tutte le aree politiche romane, e in molte case o nei portafogli di militanti, soprattutto di zona sud, furono trovati i bigliettini con la mappa del casale. Era risaputo che le armi, la droga, oltre ai latitanti si nascondevano nei casali occupati o abbandonati, meglio se isolati e in piena campagna.

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Difendiamo i prototipi! Diffondiamo i prototipi!

A Roma, al Pigneto, a fare angolo tra due vie del quartiere, dal 2003 una figura mitologica e affascinante come Lo Yeti dà il nome a uno dei locali a cui DeriveApprodi è molto affezionata.
«Prototipi mentali» è lo slogan che da sempre ci accompagna. L’idea è che si possano creare dei prototipi da mettere in circolazione a disposizione di tutti, costituendo nuove forme e prospettive di esistenza e di resistenza, col passo lento, ma sicuro, dello sherpa.
Ecco, lo Yeti rappresenta per noi un prototipo prezioso, da sostenere in tutti i modi possibili, un luogo che all’interno del Pigneto rappresenta un’oasi nel deserto di una movida affollata quanto decerebrata. Un’oasi dove si possono gustare cibi e degustare vini di qualità a prezzi contenuti, partecipare a eventi culturali per grandi e piccini, presentazioni di libri, proiezioni. Un’oasi dotata anche di una bella e ostinata libreria. Un’oasi frequentata da soggettività diverse di età diverse.
Lo Yeti è uno spazio comune che nello stile della sua condivisione allude a una forma di lavoro diversa,

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«La persona dietro il lavoro non è una merce né una tecnologia» Valerio De Stefano (da Alias, 27 gennaio 2018)

La dignità umana va protetta dal controllo tecnologico indipendentemente dal tipo di lavoro, subordinato o autonomo. Se anche si arriverà a un vero reddito di cittadinanza, la situazione non cambierà: la persona che lavora andrà ancora tutelata. A partire da Forza lavoro. Il lato oscuro della rivoluzione digitale di Roberto Ciccarelli (DeriveApprodi)

Il libro di Roberto Ciccarelli dà al giurista del lavoro da pensare fin dal titolo: Forza lavoro. In fisica, in effetti, il lavoro ha una definizione precisa, come «energia scambiata tra due sistemi attraverso l’azione di una forza». Nel diritto capire cosa è il «lavoro», e quindi darne una definizione precisa, è molto più complesso. È un processo che va avanti da diversi secoli, influenzato da innumerevoli fattori sociali, culturali ed economici. Prima di capire cosa sia il lavoro, poi, va investigato se, in termini giuridici, esista davvero il lavoro in sé e per sé.

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«VIENE PRIMA LA FORZA LAVORO» Toni Negri (Da Alias, 27 gennaio 2018)

Forza Lavoro. Il lato oscuro della rivoluzione digitale (DeriveApprodi) di Roberto Ciccarelli. Un capitolo di etica rivoluzionaria e spinoziana: «Non sappiamo di cosa è capace una forza lavoro, non sappiamo fino a dove può arrivare una potenza». Il «lavoro vivo» alimenta le piattaforme ed è sfruttato dal capitalismo digitale. I nuovi padroni cercano sempre di tirare la corda che lega i lavoratori, ma non possono impiccarli perché impiccherebbero se stessi

Nel settembre 1969, il primo numero di «Potere Operaio» incitava i lavoratori a lottare contro «automazione e negromazione» (con questo neologismo si indicavano coloro che sarebbero stati dall’automazione esclusi dal lavoro e destinati alla miseria sociale).
Dinnanzi a quel primo apparire di congegni automatici, gli operai rispondevano: più salario, meno orario. L’automazione sembrava un alleato nel definire la forza lavoro in lotta come una «variabile indipendente» dello sviluppo.

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cammina cammina

Ormai da molto tempo ogni inizio anno promuoviamo la campagna abbonamenti alla produzione di DeriveApprodi.
Dal suo esito dipende il buon avvio o meno della programmazione.

Per il 2018 abbiamo progetti alquanto ambiziosi:

  • l’inaugurazione del nuovo sito
  • l’avvio delle nuove collane «doc(k)s», «elephas», «humanities» e «input»
  • il rafforzamento di quelle esistenti, soprattutto «comunità concrete», «habitus», e «Labirinti»
  • l’organizzazione di seminari e convegni legati ai temi della produzione editoriale
  • l’organizzazione del nostro festival a Bologna e a Milano, oltre che a Roma
  • tenteremo inoltre di avviare la rivista «DeriveApprodi» on line.

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Ciao Antonello

“Siamo comunisti e ci è sempre piaciuto guardare il cielo… perché vogliamo che il cielo venga giù, in terra.”

Mi ricordo quando Antonello disse questa frase, o era qualcosa di simile, eravamo entrati negli ex mercati generali di via Ostiense e li avevamo occupati temporaneamente. Eravamo sotto un ponte, il Settimio Spizzichino, e Antonello ci parlava e ci raccontava, come sempre, la storia e la vita passata e presente di quel posto, dei suoi sotterranei, dei suoi lavori e dell’enorme risorsa che potevano significare per un territorio.
Era così, la semplicissima idea che un ipotetico “paradiso” non dovesse essere riservato a un dopo vita o ai pochi meritevoli, ma che bisognava prenderlo e portarlo giù in terra.

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cammina cammina

cammina cammina

Ormai da molto tempo ogni inizio anno promuoviamo la campagna abbonamenti alla produzione di DeriveApprodi.
Dal suo esito dipende il buon avvio o meno della programmazione.

Per il 2018 abbiamo progetti alquanto ambiziosi:

  • l’inaugurazione del nuovo sito
  • l’avvio delle nuove collane «doc(k)s», «elephas», «humanities» e «input»
  • il rafforzamento di quelle esistenti, soprattutto «comunità concrete», «habitus», e «Labirinti»
  • l’organizzazione di seminari e convegni legati ai temi della produzione editoriale
  • l’organizzazione del nostro festival a Bologna e a Milano, oltre che a Roma
  • tenteremo inoltre di avviare la rivista «DeriveApprodi» on line.

 

€ 180,00
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«Input», pamphlet dentro la crisi

DeriveApprodi inaugura la collana «Input», pamphlet di 96 pagine dal costo contenuto di 5 euro. Disponibili solo presso l’editore.

È stato pubblicato:

Gigi Roggero: Il treno contro la Storia. Considerazioni inattuali sui ’17

 È in corso di pubblicazione:

Lanfranco Caminiti: Perché non possiamo non dirci «indipendentisti»

 Il progetto: Abbiamo bisogno di Input

La cifra dominante del nostro tempo è la crisi. Sì certo, ovviamente stiamo parlando anche di una crisi economico-finanziaria di cui non si vede l’uscita, che stritola e ricatta le nostre vite. Qui però parliamo, soprattutto, della nostra crisi: della crisi del pensiero critico, della crisi della militanza e dei movimenti, della crisi di linguaggi, culture e forme di espressione alternative.

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Galleria degli autori DeriveApprodi: Barbara Balzerani

Biografia

Nasco a Colleferro (Rm) in una famiglia operaia. Nel ’68 mi trasferisco a Roma, frequento il movimento studentesco, milito in Potere Operaio e mi laureo in Filosofia. Lavoro come insegnante in una scuola speciale per bambini disabili e poi come operatrice socio-sanitaria per la loro integrazione scolastica. Partecipo attivamente alla vita politica della sinistra extraparlamentare romana fino al ’75 quando entro a far parte delle Brigate Rosse. Nell‘85 vengo arrestata e nel 2011 riconquisto la piena libertà. Nel frattempo mi laureo in Antropologia.

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Programma DeriveApprodi Festival2

Ecco il programma della seconda edizione del festival di DeriveApprodi che si terrà a Roma, al Nuovo cinema palazzo piazza dei Sanniti 9/a nel quartiere San lorenzo), dal 24 al 26 novembre 2017.

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#Minimo30: noi siamo qui

Cosa non è #minimo30

Non è un discount di libri.

Non è un outlet di libri.

Non è il segnale dell’imminente catastrofe di una casa editrice.

Cos’è #minimo30

 

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Dalla precarietà al commonfare. Lettura di Rifare il mondo… del lavoro

Luca Santini
(l’autore è presidente del Bin Italia)

La pubblicazione da parte dell’editore DeriveApprodi del volume Rifare il mondo… del lavoro (il titolo è una fedele traduzione dell’edizione originale in lingua francese del 2015) consente al lettore italiano di entrare in contatto con alcune esperienze cooperative di rilievo nel contesto belga e francese, e che si sta da qualche tempo tentando di replicare in Italia, fino ad ora con esiti interlocutori ma comunque incoraggianti.

Il libro consiste in una lunga e coinvolta intervista a sei mani (gli intervistatori sono Roger Burton, Virginie Cordier e Carmelo Virone) tesa a far emergere il profilo di questa singolare figura di attivista e di creatore di impresa di Sandrino Graceffa, sospesa tra analisi del mondo del lavoro, critica sociale e sincera voglia di attivarsi e sporcarsi le mani nella costruzione di una società più vivibile.

Le premesse teoriche e analitiche che muovono l’attività di Graceffa sono semplici, ma molto solide. La prima riguarda la distinzione tra lavoro e impiego, e muove dalla constatazione dell’irriducibilità dell’impegno lavorativo all’attività di impresa; in effetti tanta parte della popolazione economicamente attiva svolge compiti utili per la società (in termini di accudimento di persone bisognose e familiari, impegno volontario nelle associazioni, trasmissione di sapere e competenze, salvaguardia del territorio, eccetera), senza alcuna chiara ricompensa monetaria e senza un riconoscimento in termini di occupazione formale.

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MINIMO30 secondo tempo

Contro gli scellerati meccanismi della commercializzazione editoriale DeriveApprodi, in collaborazione con Doc(k)s – strategie di indipendenza culturale, ripropone la campagna straordinaria Minmo30: la vendita di un considerevole numero di titoli del proprio catalogo a un prezzo vantaggiosissimo.
Da 100 titoli a disposizione è possibile infatti selezionare l’acquisto di quelli desiderati, nella quantità desiderata, con l’unica condizione di un minimale di 30 copie al costo di 75 euro, costo corrispondente a 2,50 euro a copia, comprese le spese di spedizione. È possibile fare un ordine superiore alle 30 copie pagando 2,50 per ogni copia in più.

Perché lanciamo questa campagna?

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“Rifare il mondo…del lavoro” su Alias de il manifesto

Vi proponiamo l’introduzione di Sergio Bologna su Smart e il nostro libro Rifare il mondo… del lavoro di Sandrino Graceffa contenuta nel supplemento Alias de «il manifesto».

Per chi se lo fosse perso Alias in edicola lo trova per intero a questo link.

SMart, mutualismo del XXI secolo
Post-fordismo, l’innovazione della più grande coperativa europea di freelance: SMart indica il modello del futuro

Sergio Bologna

Debbo agli amici dell’Università Libera di Bruxelles la fortuna di essere venuto a conoscenza che una società di mutuo soccorso esisteva e prosperava nel secondo Millennio in pieno post-fordismo.

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Ci vediamo a settembre

Da oggi, 31 luglio, al 1 settembre i nostri uffici rimarranno chiusi, anche per noi è arrivato il momento delle ferie.
Ci vediamo a settembre con nuove energie e tante idee.

“Non credo a niente che sia facile, rapido, spontaneo, improvvisato, approssimativo. Credo alla forza di ciò che è lento, calmo, ostinato, senza fanatismi né entusiasmi. Non credo a nessuna liberazione né individuale né collettiva, che si ottenga senza il costo di un’autodisciplina, di un’autocostruzione, d’uno sforzo.”

Italo Calvino

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Robot, non ti ammazzare: leggi!

Leggo qui che un robot (il primo?) si sarebbe ammazzato per la noia. Non sarebbe una sorpresa, a dirla tutta, e né sarebbe così difficile capire perché l’avrebbe fatto. Due giorni fa, per dire, a me, umano al 97%, mi è capitato di sentire un comizio di Salvini dal vivo (si fa per dire, da morto sarebbe più corretto), una roba così noiosa appunto (così patetica e antiumana), da farla finita lì sul posto, in un modo o, meglio ancora, nell’altro. Non c’era niente da fare, solo spararsi, o forse no: tutto al contrario.

Ma, appunto, non lasciatevi ingannare.

Caro robottino, parlo a te e alla tua specie (al tuo genere, al tuo cosa?): non bisogna farsi prendere dall’angoscia che macera per il pianeta il nostro amato neoliberismo, da 25 anni almeno. Almeno voi, no. Almeno, voi non lasciatevi andare al qualunquismo infelice che dilaga!

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Chiusa la campagna #metà

Ecco l’altra metà di #metà:
si è chiuso ieri l’ultimo giorno della campagna con grande successo!
In queste settimane siamo stati sommersi da ordini e questo ci motiva nel lavoro che facciamo, che senza lettori non avrebbe alcun senso.
Grazie!
Continuate a seguire le prossime uscite di #DeriveApprodi.
Ancora tanti i libri in lavorazione, ancora tante le tematiche da affrontare, ancora tanto il lavoro culturale da fare.

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Galleria degli autori DeriveApprodi: Franco Berardi Bifo

Franco Berardi Bifo è stato tra i fondatori di DeriveApprodi e coautore dell’editoriale del numero zero dell’omonima rivista che ha tracciato il suo percorso di ricerca. Un percorso che dura da 25 anni e che ha realizzato 500 pubblicazioni. In questa lunga avventura, che prosegue rafforzandosi, non vi è stato passaggio che lo abbia visto assente o anche solamente distratto. È anche per questo motivo che inauguriamo con lui la galleria dei profili dei nostri autori.

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