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Sergio Bologna

Sergio Bologna (Trieste, 1937) ha insegnato Storia del movimento operaio e della società industriale in diversi atenei in Italia e all’estero dal 1966 al 1983. Negli anni Settanta ha fondato e diretto la rivista «Primo Maggio». Dal 1985 svolge attività di consulenza per grandi imprese e istituzioni. Con Andrea Fumagalli ha curato il volume Il lavoro autonomo di seconda generazione (Feltrinelli, 1997). È tra gli animatori dell’Associazione Consulenti Terziario Avanzato (ACTA).

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Maggio ’68 in Francia
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Maggio ’68 in Francia

Questo saggio sul «maggio ’68» – pubblicato nel luglio dello stesso anno sulla rivista «Quaderni piacentini» – è stato scritto nel bel mezzo del fuoco delle barricate parigine.
A suggellarlo come un «classico» di quell’anno è la sua lettura degli eventi del tutto in controtendenza con le categorie interpretative allora in voga nella sinistra sia istituzionale che rivoluzionaria. Infatti, gli autori, nell’analizzare e descrivere la rivolta studentesca e operaia in atto ignorarono del tutto gli schemi ideologici del marxismo-leninismo, del maoismo, dell’anarchismo ecc. Furono piuttosto le categorie «operaismo italiano», forgiate nel corso degli anni Sessanta nei laboratori delle riviste «quaderni rossi» e «classe operaia», ad essere utilizzate in questo saggio nel quale si sostiene, con grande lungimiranza, che quel che sta accadendo in Francia non è che l’inizio di una rivolta generalizzata.

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Ceti medi senza futuro?
omaggio

Ceti medi senza futuro?

Scritti, appunti sul lavoro e altro

La crisi del ceto medio è uno dei grandi temi della politica nei Paesi occidentali. A lungo negato – soprattutto in Italia – e oscurato dalla grande visibilità e drammaticità del fenomeno dell’immigrazione, trova le sue radici nelle trasformazioni del lavoro e delle imprese. È la tesi di fondo di questi scritti, diversa dalle interpretazioni correnti che tendono a spiegare tutto con il fenomeno della globalizzazione.
Le trasformazioni del modo di lavorare e di organizzare la giornata lavorativa hanno prodotto un forte cambiamento antropologico, non privo di ricadute, anche economiche, sui soggetti che ne sono coinvolti.

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