Autore › Mauro Trotta

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Continua la campagna Deriveapprodi per gli insegnanti

Piccole scintille nella prateria?

lachinoise2Mauro Trotta

«Mettere lo studente al centro» dei programmi di apprendimento, dei percorsi scolastici, dell’attenzione, del progetto formativo. È questa un’espressione che ritorna nei più diversi contesti e discorsi legati alla scuola. A parte che tale sintagma richiama alla mente un’immagine inquietante – il povero studente circondato da ogni lato da maestri, professori, presidi, bidelli che lo scrutano, lo fissano, lo osservano quasi a sezionarlo senza lasciargli alcuna via di uscita – siamo proprio sicuri che siano i ragazzi, gli alunni, con le loro richieste, i loro bisogni, i loro desideri, l’elemento fondamentale dell’attuale sistema scolastico? Che siano proprio loro in concreto quelli a cui si pensa, quando si decide di intervenire con le varie riforme della scuola?

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Editoriale #1: Una rivista di «vela»

La storia di DeriveApprodi

di Mauro Trotta

«È possibile pensare che un lungo periodo di distruzione delle intelligenze collettive cominci a volgere al termine e che nelle metropoli stia emergendo una nuova percezione del presente». Queste parole erano scritte sulla copertina del numero Zero della rivista «DeriveApprodi». Era il 1992 e in effetti stavano accadendo tante cose. In Italia crollava la Prima Repubblica e un movimento di lotta si affermava di nuovo nelle università con la Pantera. Fuori, era caduto il Muro di Berlino e, con esso, il cosiddetto «socialismo reale», iniziavano le guerre in Jugoslavia, c’era stata la prima guerra in Iraq, si discettava sul Nuovo Ordine Mondiale che si andava formando. C’era qualcuno che addirittura teorizzava la fine della Storia. E poi, erano finiti gli anni Ottanta, «gli anni di merda» come li definì Nanni Balestrini in una poesia letta in occasione della prima presentazione della rivista e pubblicata sul numero Uno.

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