Comunicato conclusivo del Festival 3 di DeriveApprodi a Bologna

Il 4-5-6 maggio si è svolta a Bologna la terza edizione del Festival di DeriveApprodi.

A distanza di qualche giorno vogliamo tentare alcune riflessioni sui suoi esiti speriamo utili anche a chi, affezionato alla casa editrice, non ha potuto partecipare.

La prima di queste riflessioni riguarda gli eventi della programmazione culturale che si sono succeduti nei tre giorni. Ebbene, nel loro svolgersi tutti questi eventi hanno riscontrato una notevole partecipazione, e alcuni oltre ogni nostra più ottimistica previsione. Questo esito ha per noi un significato fondamentale, perché è proprio sui temi che abbiamo proposto in quegli incontri che abbiamo realizzato una parte rilevante dei nostri recenti progetti editoriali. Aver visto un numero consistente di persone partecipare a conferenze, tavole rotonde, dibattiti sulle problematiche del lavoro e del non lavoro, del reddito di base, della prepolitica e della rivolta esistenziale, della ricerca poetica e della critica urbanistica, del pensiero di Marx e della crisi della militanza ci ha convinti dell’esistenza di segnali di una controtendenza in atto al lungo, lento e logorante processo di immiserimento culturale in corso.
A confermare ulteriormente questi segnali vi è stata la straordinaria quantità di libri venduti. Per tutti e tre i giorni, e a tutte le ore, la libreria ha vissuto un costante assedio. In parte ci aspettavamo una certa attenzione nei confronti delle nostre proposte, dato lo storico rapporto che la casa editrice ha intrattenuto con molte realtà culturali e politiche attive a Bologna, ma constatare un interesse così intenso e affettuoso ci ha un po’ stupiti e commossi.

Quindi grazie a Bologna, grazie allo spazio 20 Pietre chi ci ha ospitato con solidale generosità, ma soprattutto grazie al nostro collettivo locale, all’intelligenza del suo stile organizzativo.

Chi ha avuto modo di conoscerci, anche solo un po’, sa che non ci ha mai interessato essere editori dentro un mercato editoriale dominato da logiche e regole nefaste. Noi camminiamo con le nostre gambe, molto più fuori che dentro il mercato. E questo da sempre. Qui, senza sciocchi trionfalismi, vogliamo limitarci a registrare il piccolo successo di uno dei nostri tanti prototipi elaborati nel corso di un lungo operoso fare collettivo.

Il Festival funziona, e quindi questo prototipo va messo in produzione, cioè va esportato ovunque sia possibile: nella grande città come nella media, nel piccolo paese come nel borgo. Infatti la carovana nomade di DeriveApprodi prevede altri differenziati appuntamenti. Ovunque vi sia un aggregato di persone, anche minimo, interessato a intraprendere il percorso di una nuova libera cooperazione produttiva di sapere e di libertà.

In attesa di altri preziosi segnali, grazie per l’attenzione,

DeriveApprodi