Sul fronte del sisma

Una inchiesta militante sul post-terremoto dell’Appennino centrale (2016)

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La serie di eventi sismici che dal 24 agosto 2016 ha colpito l’Appennino centrale, investendo quattro regioni, distruggendo migliaia di frazioni e lasciando decine di migliaia di persone senza casa,  è uno dei disastri socio-naturali più significativi della storia recente d’Italia. Alla grave sequenza di scosse è succeduto il caos di un’emergenza che, tra risposte istituzionali equivoche e macerie immobili, ha lasciato segni indelebili sui territori colpiti. Le traiettorie degli sfollati si sono declinate a seconda delle rispettive capacità di accesso ai capitali relazionali, economici e culturali, mentre le aree colpite si sono trasformate in un campo di battaglia. Una battaglia combattuta a mezzo di ordinanze, installazioni temporanee, affitti e container. Una lotta per la sopravvivenza delle aree interne contro speculazione, abbandono e strategie di rilancio economico eterodirette.

Un Assaggio

Ogni terremoto, come ogni evento disastroso, produce traumi individuali e sociali, territoriali e umani, culturali e materiali, profondi e in certa misura insanabili. Questi traumi, come l’evento che li ha causati, hanno caratteristiche peculiari: non si riproducono mai allo stesso modo, perché i luoghi e i tempi in cui si verificano, i processi in cui si inseriscono e la maniera in cui vengono affrontati non corrispondono, né potrebbero farlo. Cambiano i contesti, le idee, le persone, gli approcci, gli strumenti. Tuttavia, se le esperienze calamitose si ripetono con costanza, almeno la loro frequenza consente – o dovrebbe consentire – di fare tesoro dell’esperienza, cercando di non ripetere gli errori del passato. Sociologia, antropologia, psicologia, scienze del territorio e altre discipline hanno sviluppato conoscenze approfondite sul tema; conoscenze che aiutano a individuare somiglianze, pattern, tratti condivisi nella filigrana di vicende comunque uniche, così come effetti imprevisti e indesiderati di interventi sulla carta adeguati. Il lavoro sul campo a ridosso degli eventi, la ricostruzione puntuale di una vicenda anche attraverso la forma della ricerca-azione, se sconta a volte i limiti di uno sguardo ravvicinato, ha il pregio insostituibile di fornire dati ed elementi di valutazione che lo scorrere del tempo rischierebbe di offuscare, al di là di opacità e reticenze che a volte si registrano fin dalle prime battute. Questo libro è dedicato a un’analisi delle conseguenze degli eventi sismici che hanno interessato l’Appennino centrale tra il 2016 e il 2017, e del modo in cui sono state affrontate. Esso, lo dico subito, raggiunge a mio parere un ammirevole equilibrio tra dettaglio e sguardo d’insieme, osservazione partecipante e inquadramento teorico, offrendo una ricostruzione di rara ricchezza anche per la varietà delle prospettive analitiche adottate e degli aspetti su cui si è focalizzata l’attenzione.

Sul fronte del sisma
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«Un rapporto scientifico sulle
problematiche del post terremoto»