Il secondo avvento

Astrazione apocalisse comunismo

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In questo libretto, scritto in maniera rapida, quasi telegrafica, si propone una visione apocalittica: la brutalità si è impadronita delle relazioni umane, e il nazismo riemerge come forza egemonica all’orizzonte del nuovo secolo. La premonizione apocalittica può apparire quasi delirante, ma il delirio, talvolta, può esprimere una lucida premonizione. Giunto alla sua forma più astratta, il capitalismo sembra avere guadagnato la vita eterna, ma questa eternità dell’edificio astratto del capitalismo provoca una putrefazione dell’organismo sociale, del linguaggio, dell’affettività, dell’empatia, dell’umanità. Bifo sembra volerci spaventare con la descrizione di una catastrofe che non è più imminente, ma in pieno svolgimento. Eppure, al tempo stesso sembra volerci avvertire del fatto che, nonostante l’oscurità della barbarie che domina in quasi ogni area del pianeta, da qualche parte è contenuta una possibilità che dovremmo riuscire a vedere, ma che è resa invisibile dalla superstizione dominante della modernità, una superstizione che si chiama capitalismo. Ma attenzione: non bisogna aspirare a un ritorno al vecchio ordine umanistico, né alla riaffermazione di un potere statale regolatore e dispotico. Dopo il naufragio dell’esperienza storica dei partiti comunisti e dei cosiddetti Stati socialisti quel che si rende materialisticamente possibile oggi – dice Bifo – è la premonizione positiva di un secondo avvento del comunismo basato sul pieno dispiegamento delle potenzialità del sapere e della tecnica.

Il secondo avvento
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