L’ho sempre saputo

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L’incontro di due donne nella cella di un carcere. Le due sponde del Mediterraneo a distinguerne il destino, e non solo per il diverso colore della pelle. Una sconta un tentativo armato di comunismo, l’altra la fuga impossibile dalla miseria. A legarle il racconto del viaggio di una figlia non ancora nata lungo le tracce del cammino umano che ha portato le due donne a condividere le quattro mura di quella cella. Con squarci di memoria visionaria le due donne ripercorrono gli inganni della «civiltà dei bianchi», imposta come superiore con la spada, la croce e il mercato. Decantato «modello unico» per ogni latitudine e tradizione del globo. Una critica radicale dell’esistente di centinaia di milioni di persone soggiogato dalle regole di un sistema economico sempre più insensato e produttore di una guerra globale permanente.

Un Assaggio

«Non so per quale similitudine o per quale rimorso ancora cocente tornai con la mente a una coppia che viveva in una gabbia dello zoo. Erano due gorilla adulti, un’attrazione per  i visitatori di quella galera senza colpevoli, un maschio e una femmina che si comportavano come una coppia abituata a una lunga convivenza. Lei, completamente alienata, si muoveva attorno con uno straccio in mano come se rassettasse. Lui, imponente, stava seduto davanti al vetro che gli impediva di inondare di sputi chi si avvicinava alla gabbia. Stava immobile e guardava dritto negli occhi. Occhi del tutto umani, profondi, che esprimevano un dolore indurito e una domanda: “Perché?”. Impossibile sostenerne lo sguardo e cercare assoluzione per la sua condizione. Solo un gesto di grazia da parte sua avrebbe potuto sanare l’insensatezza e la vergogna. Attorno a me la piccola folla di curiosi emetteva gridolini di meraviglia accompagnati da commenti irripetibili. Quale errore di impasto ha potuto generare degli esseri che ne mettono in gabbia altri per mostrare  ai propri figli la loro superiorità evolutiva, la loro grandezza d’animo da difendere con sbarre d’acciaio dai pericoli di chi segue altre leggi? Il gigante continuava a fissarmi e tutta la storia della dominazione umana passava nel suo sguardo antico. Come un avvertimento di catastrofe al culmine di tanta protervia, sembrava dire: “Dopo la nostra, sarete la vostra rovina!”. Sono andata via e non ci sono più tornata davanti a quella gabbia».

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L’incontro di due donne in carcere nell’ultimo atteso romanzo di Barbara Balzerani

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