Robot, non ti ammazzare: leggi!

Leggo qui che un robot (il primo?) si sarebbe ammazzato per la noia. Non sarebbe una sorpresa, a dirla tutta, e né sarebbe così difficile capire perché l’avrebbe fatto. Due giorni fa, per dire, a me, umano al 97%, mi è capitato di sentire un comizio di Salvini dal vivo (si fa per dire, da morto sarebbe più corretto), una roba così noiosa appunto (così patetica e antiumana), da farla finita lì sul posto, in un modo o, meglio ancora, nell’altro. Non c’era niente da fare, solo spararsi, o forse no: tutto al contrario.
Ma, appunto, non lasciatevi ingannare.

Caro robottino, parlo a te e alla tua specie (al tuo genere, al tuo cosa?): non bisogna farsi prendere dall’angoscia che macera per il pianeta il nostro amato neoliberismo, da 25 anni almeno. Almeno voi, no. Almeno, voi non lasciatevi andare al qualunquismo infelice che dilaga!

E allora ecco qualche consiglio di lettura per una sana gioia ipertecnologica (con tanti robot e – ancora – poco pochissimo reddito garantito).

È da poco uscito su questi temi (robot, infelicità, futuro, apocalisse, comunismo) un libro del fenomeno Bifo, Quarant’anni contro il lavoro (io, cari robottini, vi consiglio il primo Bifo – anni Settanta per chi non l’avesse mai letto– ma anche quello dei 90s è da spaccare).

Poi, sempre per la felicità (e per fuggire via da questo mondo brutto e cattivo, pieno di umani, umanoidi e mutanti facebukkisti), per chi insomma se la passa maluccio, come il robottino di cui sopra, c’è il libro-libretto di Maurizio Dematteis Via dalla città. Uscito qualche mese fa, ha ancora da dire le sue cose, forti e chiare, a tutti.

Se siete infelici per via della situazione politica (e dio ve ne scampi), massì per la rivoluzione (per la sua assenza e perché non vi risponde al telefono) ecco qua a vostra insindacabile scelta, usciti tutti quest’anno, quattro librotti (più un video di varie ore) belli e tosti:
Dardot-Laval, Guerra alla democrazia
Marcello Tarì, Non esiste la rivoluzione infelice
Carlo Formenti, La variante populista
Mario Tronti, Abecedario

Se siete infelici perché c’avete i buffi (ma i robottini c’hanno i buffi?) ecco qua l’ultimo di Bersani, Dacci oggi il nostro debito quotidiano. Di cui tanto si è parlato e di cui tanto si sta scrivendo, e si scriverà.

Se siete infelici perché vi sentite matti, ma matti davero (no pe finta), ecco qua: Il sapere che viene dai folli, e il titolo la dice tutta oppure a settembre (sugli stessi temi, o giù di lì) non vi perdete Sulla povertà della psichiatria di Saraceno.

Se siete infelici per la situazione geopolitica mondiale leggete il nostro prossimo Esclusi che parla di te (caro robottino, primo degli esclusi del futuro, come chiunque di robotico sotto povero cielo), di noi, di tutti. Vedrete se non c’ho ragione.

Se invece siete infelici per il lavoro (e ci sono buone possibilità che lo siate, cari robottini, visto che lavorate aggratis e vi fanno fare i lavori più stupidi – umani – e faticosi che esistono) due libri stanno per uscire che dovete leggere: uno, Sciopero umano non sono sicuro che abbia a che fare con il lavoro, non direttamente o forse sì (di sicuro ha che fare con le arti, quelle nuove nuovissime, più che contemporanee), ma lo dovete leggere pe forza ché l’ha fatto Claire Fontaine e l’altro Rifare il mondo… del lavoro vabbè quello lo leggerete davvero tutti. Umani e robottini, per una volta uniti, anche se solo nella lettura.

Insomma un consiglio ai robottini di mezzo mondo, alle milioni di Siri (o sei una sola unica magnifica mente robotica, mia cara amica Siri?), e a te, umano che sei infelice per mille motivi stupidi e senza senso: leggi, leggi che ti passa.

Leggi DeriveApprodi che ti passa tutto (o quasi).
Stay tuned.
GM

PS E per l’estate un bel romanzo d’annata, da leggere sulla spiaggia, per i robottini che vogliono capire qualcosa di più sugli umani: La gamba del Felice, ecco qui.