Sulla povertà della psichiatria

€ 16.00 in uscita

Il grande dibattito sull’esistenza o la non esistenza della malattia mentale e sulla funzione normalizzante della psichiatria che ha attraversato gli anni ’60 e ’70 oggi si è spento. La cultura delle neuroscienze prevale, alimentando l’egemonia del modello biomedico mentre procede a brevettare molecole e farmaci. L’ambizione di questo libro non è meramente formulare una critica della psichiatria contemporanea, ma indicare strade possibili perché possa uscire dal vicolo cieco nel quale è intrappolata. Superare l’impasse significa uscire dai limiti disciplinari della psichiatria biologica e farmaceutica e avventurarsi nella complessità. Occuparsi di malattia mentale significa allora rompere lo schema salute/malattia e confrontarsi con la sofferenza, quando ciò avviene all’incrocio tra l’intimo delle storie di ciascuno e i luoghi pubblici che abitiamo. Occorre così ripartire dall’ascolto e dalla clinica individuale del paziente, attraversando territori via via più complessi e sociali, fino a incontrare le contraddizioni e le sfide della comunità politica.