Lo sciopero umano

Lo sciopero umano e l’arte di creare la libertà

€ 16.00 in uscita

Claire Fontaine è il nome singolare e femminile di un «artista collettivo» attivo soprattutto tra Francia, Italia e Stati Uniti dall’inizio degli anni Duemila. Con la sua arte concettuale e politica, l’artista Claire Fontaine si è affermata tanto nel mondo dei musei e delle gallerie che trattano arte contemporanea quanto nel mondo delle pratiche militanti in cerca di nuovi immaginari della sovversione.
Migrazioni, società di controllo, rapporti tra i generi, sessualità, individualità, lavoro, movimenti politici e sociali, rivoluzioni, statuto dell’arte, statuto delle merci, praticabilità dell’amore, reclusione della famiglia… sono alcuni dei temi che Claire Fontaine tratta con le sue opere ormai diffuse nei musei di tutto il mondo. Claire Fontaine è tuttavia anche, e soprattutto, un’entità pensante, capace di scrittura e di produzione teorica, che questo libro raccoglie.
Con 35 brevi saggi capaci di affinare le armi della critica dell’esistente e della produzione di concetti: lo «sciopero umano» per pensare le condizioni dell’emancipazione quando ogni spazio di libertà sembra precluso; l’artista ready-made scagliato contro l’identità individuale come unica forma di riconoscimento sociale; un nuovo femminismo per vivere l’amore.
Un piccolo libro di grande potenza teorica, dove la critica s’intreccia a neologismi, suggestioni e a un’arte della sovversione che maneggia con perizia immagini, teoria e poetica.

Un Assaggio

Il termine sciopero umano descrive il movimento di rivolta più generico possibile contro ogni oppressione, uno sciopero più radicale e meno specifico dello sciopero generale o dello sciopero a gatto selvaggio, che fa leva sugli aspetti economici, affettivi, sessuali ed emotivi implicati dalla posizione dei soggetti. Risponde insomma alla domanda: «come si diventa altro da quel che si è?». Non è un movimento sociale, anche se nelle sommosse e nelle insurrezioni ha potuto trovare un terreno fertile per svilupparsi, talvolta anche contro di esse.

Per esempio, si è detto che il movimento femminista in Italia durante gli anni Settanta ha demolito le organizzazioni politiche della sinistra extra-parlamentare, ma non è stato detto che cosa quelle organizzazioni facevano alle donne che ne erano parte. Lo sciopero umano può prodursi come rivolta in seno a una rivolta, come un eccesso di zelo o un rifiuto inarticolato di ogni lavoro, dipende dalla situazione. Non c’è una linea ortodossa da seguire. Se gli scioperi sono fatti per migliorare degli aspetti precisi delle condizioni di lavoro, restano sempre un mezzo in vista di un fine. Mentre lo sciopero umano è un mezzo puro, una maniera di creare un presente immediato laddove non c’era altro che attesa, proiezione, speranza.

Adottare un comportamento che non corrisponde a ciò che gli altri ci dicono di noi è il primo passo verso lo sciopero umano: l’economia libidinale, il tessuto segreto di valori, di stili di vita e desideri, nascosto dall’economia politica è il vero piano di consistenza di questa rivolta.
«Abbiamo bisogno di cambiare noi stessi»: tutti sono d’accordo su questo punto, ma per diventare chi e per produrre cosa sono le prime domande che si sollevano quando la discussione ha luogo in un ambito collettivo. Il rifiuto di ogni forma del presente che non arrivi accompagnata dalla garanzia di un futuro rassicurante costituisce il vero e proprio meccanismo della schiavitù di cui siamo prigionieri e da cui dobbiamo evadere. Produrre il presente non significa produrre il futuro. «Come faccio e da dove comincio?».

Di certo ognuno lo sa da sé meglio di chiunque altro: niente più leader, niente più professori, né studenti, è venuto il tempo di inventare delle nuove mediazioni tra le persone, ed eccoci già nel bel mezzo dello sciopero umano. Non ci sono preliminari, né tappe intermedie, nessuna organizzazione responsabile della logistica. Il lavoro dello sciopero umano fa sciopero contro se stesso. Trasforma allo stesso tempo quel che vediamo e gli organi con cui lo percepiamo. Trasforma noi e chi ha reso questa trasformazione possibile. Uccide il borghese nascosto in ciascuno liberando forze sconosciute. Spiegare che cos’è lo sciopero umano, come tracciarne la cartografia, come articolarlo, è come dare una lezione tecnica di educazione sessuale alla persona che vogliamo sedurre. È come descriversi l’oceano sconvolgente della nostra possibile follia mentre ce ne restiamo al riparo seduti a riva.

Lo sciopero umano
settembre

«Un’arte di creare con la scrittura che maneggia con perizia immagini, teoria, poetica. E vita»