Il sorriso dei Khmer Rouge

  • ISBN
    9788865482018
  • Pagine
    128
  • Anno
    2017
  • Collana
  • Tema
  • Tags
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Nell’ultimo quarto del secolo scorso si intrecciano le vite dei due protagonisti del romanzo.
Un medico sfiorato dalla lotta armata negli anni Settanta in Italia e un Khmer rosso nella Cambogia di Pol Pot che credeva nel riscatto verso l’assoluto.
Le loro storie sono ispirate da ideali grandi ma intrise di sconfitte. Si incontrano mentre fuggono da un passato ingombrante e doloroso, costellato da violenza e da un assassinio inspiegabile. Le loro esperienze si uniscono in un campo profughi della Croce Rossa. Le differenze politiche e personali saranno terapeutiche per entrambi, mentre il regime di Pol Pot è consegnato alla storia e il mistero di una morte devastante viene finalmente sciolto.

Un Assaggio

«Avviarono una lunga consuetudine. Si incontrarono ogni settimana, con il debole pretesto del controllo ortopedico. Andrea guidava la conversazione. Aveva una maggiore conoscenza del mondo, una notevole disinvoltura espositiva, una vezzosa inclinazione all’ascoltarsi. Si rivelava colto e informato, erede di buone letture e di curiosità quotidiana. Quando esponeva le contraddizioni, l’eloquio alleggeriva i suoi tormenti. Aveva compreso prima il pericolo dell’assoluto. Era più smaliziato, brillante, mai in imbarazzo. La perdita della speranza era stata il prezzo da pagare, il ricordo di Anna una zattera necessaria. Saloth gli estraeva il piacere dell’insegnamento. Si poneva come l’interlocutore ideale: intelligente per comprendere, preparato per la sofisticazione, giudizioso nel desistere dal gareggiare. Era utile per capire la diversità asiatica, la tragedia cambogiana, la weltanschauung orientale, the other side of the moon. Curioso e diligente, aveva buona memoria e grande capacità di assorbimento. Voleva recuperare il tempo perduto. La pace gli aveva restituito le energie, chiedendogli in cambio la gamba destra. Saloth e Andrea si completavano: il primo una spugna, il secondo una sponda. Conversavano con calma, seppur con passione. I colleghi, gli altri rifugiati li guardavano sorridendo da lontano. I due interlocutori erano molto diversi. Nessuno poteva immaginare che soltanto pochi anni prima avevano preso le armi per la stessa utopia, con la bandiera di un uguale colore».

Il sorriso dei Khmer Rouge
Luglio 15%

«Avevano preso le armi per la stessa utopia, con la bandiera di un uguale colore»