Le reti del valore

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Migrazioni, produzione e governo della crisi

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Mentre si leggono continuamente segnali di ripresa economica e di volta in volta si celebra la fine della crisi, emerge con chiarezza come la recessione sia diventata invece un elemento centrale nella gestione mondiale dei processi produttivi. La politica della crisi è governata attraverso l’emergenza, uno strumento giuridico e istituzionale per rilanciare il processo di accumulazione. La crisi diventa perciò – nulla di paradossale – lo stato normale di quella che ci appare una nuova forma politica di accumulazione.
Il volume raccoglie saggi che si soffermano sui cambiamenti nella composizione di classe in Europa, connessi al profondo processo di riorganizzazione produttiva degli ultimi venticinque anni, evidenziano come i regimi della messa al lavoro siano caratterizzati da evidenti forme di segmentazione e differenziazione che si sviluppano in modo peculiare all’interno di ogni singolo contesto socio-politico, ma che paiono costituirsi come un elemento relativamente omogeneo a livello internazionale. In questa nuova composizione di classe i migranti costituiscono un elemento centrale perché irriducibili alle figure del lavoratore salariato classico, mettendo in campo processi di conflittualità che scardinano le forme tradizionali della rappresentanza del lavoro. Reti produttive transnazionali attraversano e riconfigurano i confini mentre nuove soggettività e nuove pratiche li sfidano.

Un Assaggio

Mentre si leggono continuamente segnali di ripresa economica e di volta in volta si celebra la fine della crisi, emerge con chiarezza come la recessione sia diventata invece un elemento centrale nella gestione mondiale dei processi produttivi. La politica della crisi è governata attraverso l’emergenza, uno strumento giuridico e istituzionale per rilanciare il processo di accumulazione. La crisi diventa perciò – nulla di paradossale – lo stato normale di quella che ci appare come una nuova forma politica di accumulazione.
Il volume raccoglie saggi che si soffermano sui cambiamenti nella composizione di classe in Europa connessi al profondo processo di riorganizzazione produttiva degli ultimi venticinque anni, evidenziando come i regimi della messa al lavoro siano caratterizzati da evidenti forme di segmentazione e differenziazione che si sviluppano in modo peculiare all’interno di ogni singolo contesto socio-politico, ma che paiono costituirsi come un elemento relativamente omogeneo a livello internazionale. In questa nuova composizione di classe i migranti costituiscono un elemento centrale, perché irriducibili alle figure del lavoratore salariato classico, mettendo in campo processi di conflittualità che scardinano le forme tradizionali della rappresentanza del lavoro. Reti produttive transnazionali attraversano e riconfigurano i confini, mentre nuove soggettività e nuove pratiche politiche li sfidano.

Le reti del valore
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Capitalismo, valore e migrazioni