Kommunisten

In collaborazione con Passepartout – Boudu Film

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«Il mondo, per Straub, non se la passa bene. Questo film è allora forse una preghiera laica per un’utopia comunista, sempre a venire», R. Censi «il manifesto».

«Splendidi estratti che riaprono la breccia attraverso laquale l’ideale comunista ritrova la propria potenza teorica e carnale» M. Banallal, «le monde diplomatique».

A 81 anni Jean-Marie stupisce ancora una volta. Immaginando questo film, Kommunisten, con la sua portata politica e morale, le sfide della sua realizzazione e la capacità di invenzione che ci propone. Jean-Marie Straub non è qui per autocelebrazione. E non si tratta di un testamento, corda troppo facile per smuovere un grande regista del XX secolo. La sfida che ci propone è di ordine cinematografico: portare all’apice la musicalità dei blocchi dei quali da sempre è fatto il suo cinema, mescolando blocchi di tempo (quarant’anni anni separano i diversi girati), blocchi di testo (Malraux, Fortini, Vittorini, Hölderlin) e blocchi di lingue (francese, italiano, tedesco), così da far emergere la storia del mondo e dallo stesso movimento la speranza politica del suo superamento.

Tutto quello che fonda il cinema di Jean-Marie Straub e Danièle Huille, da oltre cinquant’anni, trova in questo film la sua forma più compiuta.

Accompagna il Dvd il libro di Giorgio Passerone, Sperimentazione comune.

Un Assaggio

C’è una buona maniera di vedere Kommunisten – e tutto il cinema-Straub costruito con un’attenzione tecnica intransigente, proprio perché non è solo tecnica. Essa non consiste in riflessioni interpretative, ma concerne la moltiplicazione dell’uso. Bisogna che ce ne serviamo per liberarci del possesso del nostro sapere acquisito. In queste note-variazioni ce n’è senza dubbio ancora, ma contro il loro eccesso di teoricismo (eguagliare il pensiero e la vita è arduo) e contro il presente con il quale non cessiamo di patteggiare, se non di buon grado mal grado, esse ne domandano altre. E che possano servire a sperimentare (tutti i controsensi sono buoni) il funzianamento di questo difficile desiderio singolare-comune. Delle ecceità, evento reale. La deterritorializzazione di ieri – il solo oblìo, il genocidio degli sfruttati e dei sommersi, da non dimenticare – diventa co-intensivo con domani – un nuovo metabolismo (concatenamento) uomini-natura-techne a fior della terra vs. la capitalizzazione tecnologica: fuori dai rapporti di potere tra le persone e dai «comunitarismi» etno-nazionalitari. Oggi altrimenti. Se no, per quanto marxisti, libertari, ribelli, poeti e/o strateghi siamo, nessuna potenza rivoluzionaria durerà. Il combattimento fra sé rima sempre con l’artigianato dei combattimenti contro i diktat mondiali del «controllo». E Kommunisten, che non patteggia per niente e con nessuno, funziona, siatene certi…

Kommunisten
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«Il mondo, per Straub, non se la passa bene. Questo film è una preghiera laica per un’utopia comunista, sempre a venire»

Rinaldo Censi, il manifesto