Settanta
Raffaella Battaglini, Toni Negri
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ISBN978-88-89969-31-1
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Pagine128
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Anno2007
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Collana
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Tema
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Tags
Un uomo e una donna s’incontrano dopo quasi trent’anni, nella città dove tutto è cominciato. Entrambi ritornano dopo una lunga assenza. L’incontro è l’occasione per un appassionato confronto sugli anni della loro militanza politica, la cui storia s’intreccia strettamente con la loro relazione d’amore: tutt’e due bruscamente interrotte dalla repressione alla fine degli anni Settanta. Il testo si svolge quindi su due piani temporali che sfumano continuamente l’uno nell’altro, seguendo l’arbitraria cronologia della memoria, mentre i due protagonisti ripercorrono insieme le tappe della loro educazione sentimentale – gli scontri di piazza e il dibattito interno al movimento, l’esperienza dell’arresto e del carcere, il momento del loro incontro e quello della separazione, che coincide con la fine di quella stagione di lotte.
Il passato non è solo luogo della memoria, né tantomeno della nostalgia, ma un nucleo forte di esperienza e di pensiero che continua a interrogare il presente, rilanciando in avanti, oltre le dolorose cesure della storia personale e collettiva, l’urgenza dell’agire comune e la necessità della rivolta.
Un testo che è rifiuto di ogni pentimento, perché come afferma uno dei protagonisti: «ora sappiamo che la resistenza non viene prima ma dopo la catastrofe»
Un Assaggio
la donna
Ricominciare cosa
l’uomo
L’unica cosa che ricomincia sempre
la rivoluzione
la donna
Ma come fai a parlarne così
come se niente fosse avvenuto
tu credi che sia ancora possibile
l’uomo
Certo che sì
certo che lo credo
quando ci siamo incontrati ti ricordi
com’eravamo pieni di speranza
dobbiamo ritrovarla
ritrovare la speranza
per troppo tempo abbiamo convissuto
col nostro sentimento di sconfitta
il potere ha marciato su questo
sulla nostra stanchezza
sulla nostra sfiducia
abbiamo avuto addosso questo peso
per tutto il decennio successivo
e anche oltre
ora sappiamo
che la resistenza vera non viene prima
ma dopo la catastrofe
almeno questo l’abbiamo imparato
tenere duro
spostare i giochi su un altro terreno
irraggiungibile dal potere
come il manoscritto di Galileo
che passa indenne
sotto il naso dei suoi carcerieri
neanche per un istante abbiamo rinunciato
anche se sembravamo piegati
sì
io credo che sia ancora possibile
e tu
anche tu lo credi non è vero
altrimenti non saresti qui





